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La sensibilità al glutine non celiaca e il ruolo protettivo dei polifenoli alimentari

La sensibilità al glutine non celiaca è una condizione clinica scatenata dal consumo di alimenti contenenti glutine, patogeneticamente caratterizzata dall’assenza di celiachia e allergia al frumento, che viene alleviata da una dieta senza glutine.
Poiché è molto difficile mantenere una dieta priva di glutine, esiste un grande interesse verso la scoperta di strategie alternative volte a ridurre la concentrazione di glutine o a mitigarne i suoi effetti tossici.
I modelli dietetici a base vegetale sono solitamente ricchi di composti bioattivi, come i polifenoli, riconosciuti per la loro capacità di prevenire, ritardare o addirittura far regredire le malattie croniche, compresi i disturbi intestinali. Tuttavia, la ricerca sul ruolo dei polifenoli nell’attenuare la tossicità degli alimenti contenenti glutine è attualmente limitata.
Un recente studio si è occupato di evidenziare il potenziale ruolo protettivo dei polifenoli alimentari, sia in forma libera che legati a macromolecole, nelle malattie correlate al glutine ed in particolare nella sensibilità al glutine non celiaca. È stato indagato il destino metabolico dei polifenoli alimentari, con particolare riferimento al comparto gastrointestinale, dove la loro concentrazione può raggiungere livelli elevati. Inoltre, sono stati analizzati i potenziali obiettivi dei polifenoli, inclusa la biodisponibilità dei peptidi del glutine, la disfunzione della barriera epiteliale intestinale, la risposta immunitaria intestinale, lo stress ossidativo e l’infiammazione, e la disbiosi.
Nel complesso, questa revisione ha fornito una panoramica aggiornata sugli effetti dei polifenoli come possibili mezzi dietetici per contrastare gli effetti tossici del glutine, con il potenziale risultato di migliorare la qualità della vita dei pazienti con disturbi ad esso associati.