Logo Dr.Schaer: e se fosse celiachia?

Benvenuto/a!
Questo sito è dedicato ai medici. Qual è la tua professione?

Diagnosi di celiachia: e ora?

Ad oggi, l’unico trattamento valido ed efficace per le persone affette da celiachia è la stretta aderenza a una dieta priva di glutine, da seguire per tutta la vita.

Per un paziente recentemente diagnosticato, il post-diagnosi è una fase molto delicata da seguire con attenzione per favorire un approccio il più possibile sereno al nuovo stile di vita, oltre che per evitare squilibri nutrizionali.

Suggerire al paziente una presa in carico da parte di un dietista ed eventualmente di uno psicologo, così come l’iscrizione ad associazioni di pazienti, può essere molto utile in questa fase.

Dieta gluten free:
le criticità nutrizionali più frequenti (1)

A livello ematico

    Carenze di:
  • ferro,
  • calcio,
  • selenio,
  • zinco,
  • magnesio,
  • vitamina D.

A livello dietetico

  • basse assunzioni di vitamina B12, folati, vitamina C e fibre con la dieta
  • possibile eccesso di grassi e zuccheri
  • rischio di pasti aggiuntivi per compensare alcune situazioni dove non erano presenti alternative al glutine

Formulazione
dei prodotti
gluten free: come
si è evoluta
nel tempo?

Considerando che i prodotti specificamente formulati per celiaci dovrebbero apportare circa il 35% dell’energia giornaliera totale (2), rappresentando quindi la principale fonte di carboidrati nella dieta del soggetto celiaco, la loro qualità nutrizionale è un aspetto di assoluta importanza. Grazie ai progressi degli ultimi anni, la qualità nutrizionale degli alimenti per celiaci è oggi paragonabile a quella degli analoghi tradizionali, pur con alcuni punti di miglioramento (3).

Composizione nutrizionale (valori medi di energia e nutrienti) di alimenti standard con glutine e alimenti senza glutine nel mercato italiano (3)

Non solo riso e mais: verso una dieta sempre più “ricca”

Fino a poco tempo fa i prodotti gluten free venivano formulati utilizzando soprattutto cereali poveri di alcuni macro e/o micro-nutrienti, come il riso e il mais - che contengono una bassa quantità di proteine, fibra e folati - e con amidi e additivi, necessari per la texture e la palatabilità del prodotto (1).

Ma la dieta senza glutine è oggi molto di più: è sempre più evidente come l’inclusione di cereali minori e pseudocereali nella formulazione dei prodotti sia una strategia vincente per aumentarne la qualità nutrizionale. La scelta di questi ingredienti va promossa in generale nella dieta del soggetto celiaco come strategia per aumentarne qualità e varietà.

Aumentare la qualità nutrizionale della dieta: quali ingredienti? (1, 4)
Cereali minori (miglio, avena, sorgo, ecc) Miglioramento del profilo nutrizionale in termini fibre e micronutrienti
Pseudocereali (grano saraceno, quinoa, amaranto) Miglioramento del profilo nutrizionale in termini di proteine, fibre e micronutrienti
Legumi Maggior contenuto in proteine
Semi di lino Aumento della quantità di acidi grassi omega-3

Glutine & divezzamento: quale ruolo
nello sviluppo di celiachia?

Il glutine può essere inserito nella dieta del lattante in qualsiasi momento tra i 4 ei 12 mesi di vita, una volta avviata l’alimentazione complementare. Sulla base di studi osservazionali, il consumo di elevate quantità di glutine dovrebbe essere però evitato durante le prime settimane dall’introduzione e, in generale, durante la prima infanzia. Tuttavia, le quantità ottimali di glutine da introdurre durante il divezzamento non sono ad oggi note (5) (6). Secondo le più recenti raccomandazioni ESPGHAN, né l’allattamento al seno in generale né durante il periodo di introduzione del glutine possono ridurre il rischio di sviluppare celiachia (5) (6).

Riferimenti
1. Melini, V., & Melini, F. (2019). Gluten-Free Diet: Gaps and Needs for a Healthier Diet. Nutrients, 11(1), 170.
2. Ministero della salute (2021). Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia - Anno 2019.
3. Cornicelli, M., Saba, M., Machello, N., Silano, M., & Neuhold, S. (2018). Nutritional composition of gluten-free food versus regular food sold in the Italian market. Digestive and Liver Disease, 50(12), 1305-1308.
4. Bascuñán, K. A., Vespa, M. C., & Araya, M. (2017). Celiac disease: understanding the gluten-free diet. European journal of nutrition, 56(2), 449-459.
5. Szajewska, H., Shamir, R., Mearin, L., Ribes-Koninckx, C., Catassi, C., Domellöf, M., ... & Troncone, R. (2016). Gluten introduction and the risk of coeliac disease: a position paper by the European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology , and Nutrition. Journal of pediatric gastroenterology and nutrition, 62(3), 507-513.
6. Fewtrell, M., Bronsky, J., Campoy, C., Domellöf, M., Embleton, N., Mis, N. F., ... & Molgaard, C. (2017). Complementary feeding: a position paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) . Committee on Nutrition. Journal of pediatric gastroenterology and nutrition, 64(1), 119-132.