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L’associazione tra diabete mellito di tipo 1 e celiachia: malattie autoimmuni con un background genetico comune

Il diabete mellito di tipo 1 (DMT1) e la celiachia (CD) sono tra le patologie autoimmuni più conosciute e che presentano un bagaglio genetico comune che è stato identificato nei geni HLA e più specificatamente negli aplotipi DQ2 e DQ8.
Studi hanno evidenziato che fattori ambientali, come l’esposizione ai cereali precoce o ritardata nei primi mesi di vita oppure la contrazione di infezioni virali, sono implicati nel rischio di sviluppare autoantigeni. Nella maggior parte dei casi, la CD è asintomatica e per questo motivo viene sotto diagnosticata. La conseguenza di questa non diagnosi sono lo scarso accrescimento, il ritardo puberale e lo sviluppo di anemia. La celiachia inoltre è considerata un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di nefropatia e retinopatia. In considerazione di ciò per i pazienti con DMT1, che sono individui ad alto rischio, è altamente raccomandato lo screening per la celiachia, soprattutto per tenere sotto controllo la gestione comune delle due patologie.
La dieta priva di glutine è stata studiata e correlata a possibili benefici nel controllo glicemico o nella riduzione degli episodi ipoglicemici che possono verificarsi nel DMT1. Nella celiachia, inoltre, la dieta priva di glutine previene il danno mucosale dell’intestino dato che il glutine è stato ormai da tempo individuato come l’evento scatenante la risposta autoimmune nella CD.
Nonostante non sia sufficiente la predisposizione genetica nell’esordio di malattia, è importante sottolineare come il DMT1 e la CD presentino rispettivamente gli aplotipi HLADQ2 e DQ8 nel 95% e nel 98% dei pazienti affetti. Saranno necessari ulteriori studi, non solo per la correlazione delle due patologie, ma soprattutto per i benefici derivanti dai futuri possibili trattamenti.