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NCGS
Sensibilità al glutine non celiaca

Sempre più individui lamentano discomfort dopo aver consumato alimenti contenenti glutine, anche in assenza dei marcatori tipici della celiachia o dell’allergia al frumento. Questo fenomeno ha portato alla definizione di una nuova condizione clinica: la sensibilità al glutine non celiaca.

NCGS: CHE COS’È?

La sensibilità al glutine non celiaca è una sindrome, caratterizzata da sintomi intestinali ed extra-intestinali che si manifestano dopo l’ingestione di alimenti contenenti glutine in soggetti non affetti da celiachia o allergia al grano. Questa condizione è stata identificata per la prima volta negli anni 80 e caratterizzata solo negli ultimi anni [1], sebbene la sua prevalenza e la sua patogenesi siano ancora oggetto di dibattito.

PREVALENZA:

La diffusione di questa condizione è ancora oggetto di dibattito e varia significativamente tra i diversi studi presenti in letteratura [2]. Questa variazione potrebbe essere dovuta alla mancanza di criteri diagnostici uniformi e alla difficoltà nel valutare in modo oggettivo i sintomi associati alla sindrome.

SINTOMI:

I sintomi sono variabili e comprendono disturbi gastrointestinali come gonfiore e dolore addominale, diarrea, stitichezza, nausea, ma anche sintomi extraintestinali, quali mal di testa, stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari, affaticamento, dermatite e anemia [3]. Queste manifestazioni possono essere spesso presenti anche nella sindrome dell’intestino irritabile o in altre patologie, il che rende la diagnosi della sensibilità al glutine non celiaca ancora più difficoltosa.

MECCANISMI E DIAGNOSI:

Nella sensibilità al glutine non celiaca non si osservano le alterazioni della permeabilità intestinale e le lesioni della mucosa intestinale tipiche della celiachia. Il sospetto nasce dal rapporto rilevato tra l'ingestione di alimenti contenenti glutine e la comparsa piuttosto rapida dei sintomi. Molto spesso sono gli stessi pazienti a suggerirne la presenza sulla base delle loro esperienze legate al consumo di cibi contenenti glutine. Poiché non esiste un biomarcatore specifico, la diagnosi di sensibilità al glutine non celiaca si basa principalmente sul principio di esclusione di altre patologie e sulla valutazione della riproducibilità dei sintomi al momento della reintroduzione del glutine nella dieta [4].

GESTIONE CLINICA:

Una volta escluse le altre patologie, attualmente il trattamento indicato per la sensibilità al glutine non celiaca è l’adozione di una dieta priva di glutine personalizzata sulla base dei sintomi e della risposta a questa [2]. Generalmente i sintomi scompaiono quando il glutine viene eliminato dalla dieta e riappaiono una volta che questo viene reintrodotto. Per gestire efficacemente questa condizione ed evitare eventuali complicanze migliorando la qualità della vita, i pazienti dovrebbero affidarsi ad un professionista sanitario e sottoporsi a controlli medici periodici per valutare la salute dell’intestino e l’assorbimento di nutrienti essenziali.

Riferimenti
1. Carroccio, A., Mansueto, P., et al. (2012). Non-Celiac Wheat Sensitivity Diagnosed by Double-Blind Placebo-Controlled Challenge: Exploring a New Clinical Entity. THE AMERICAN JOURNAL OF GASTROENTEROLOGY, 107, 1898-1906.
2. Sergi C, Villanacci V, Carroccio A, Non-celiac wheat sensitivity: rationality and irrationality of a gluten-free diet in individuals affected with non-celiac disease: a review. A.BMC Gastroenterol. 2021 Jan 6;21(1):5.
3. Volta U, De Giorgio R, Caio G, et al. Non-celiac gluten sensitivity: a work-in-progress entity in the spectrum of wheat-related disorders. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2015 Feb;29(1):477-91.
4. Catassi, C., Elli, L., Bonaz, B., et al. (2015). Diagnosis of non-celiac gluten sensitivity (NCGS): The Salerno Experts’ Criteria. Nutrients, 7(6), 4966-4977.